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Using the Past Tenses of English Verbs in Theses and Dissertations - Proof-Reading-Service.com

Uso corretto dei tempi passati inglesi nelle tesi e nelle dissertazioni accademiche

Jan 02, 2025Rene Tetzner

Sintesi

Usare correttamente i tempi passati dell’inglese è essenziale per comunicare con chiarezza i risultati della ricerca nelle tesi e nelle dissertazioni. Poiché la scrittura post-laurea descrive spesso azioni completate, ricerche precedenti, dati raccolti e fasi precedenti di uno studio, gli autori devono comprendere il funzionamento dei tempi simple past, past continuous, past perfect e past perfect continuous. Questa sintesi illustra lo scopo di ciascun tempo, spiega come formarli correttamente e descrive il loro uso appropriato nei contesti accademici. Padroneggiare questi tempi passati aiuta i ricercatori a esprimere con precisione e sicurezza cronologia, successione, durata ed enfasi.

L’articolo completo fornisce indicazioni approfondite sulla formazione e sull’uso dei quattro principali tempi passati dell’inglese. Include esempi chiari, confronti, errori comuni commessi dagli autori di tesi e consigli per scegliere il tempo corretto quando si descrive la metodologia, si presentano i risultati o si fa riferimento alla letteratura precedente. Sviluppando una solida padronanza delle forme verbali inglesi, gli studenti post-laurea possono produrre una prosa accademica più chiara, accurata e professionale.

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Uso dei tempi passati dei verbi inglesi nelle tesi e nelle dissertazioni

Gli studenti post-laurea che scrivono in inglese devono padroneggiare un’ampia varietà di competenze linguistiche e strutturali, ma una difficoltà ricorre in tutte le discipline: scegliere e formare correttamente i tempi verbali. Le tesi e le dissertazioni si basano ampiamente sulle forme al passato perché gran parte della ricerca descritta si è già svolta: gli esperimenti sono stati completati, i dati sono stati raccolti, i partecipanti sono stati intervistati e la letteratura precedente è stata esaminata. L’uso scorretto dei tempi passati può rendere oscuro il significato, compromettere la cronologia e confondere gli esaminatori su quando siano avvenuti i fatti. Una padronanza chiara di queste forme è quindi fondamentale per una scrittura accademica di alta qualità.

Questo articolo spiega i quattro principali tempi passati dell’inglese — simple past, past continuous, past perfect e past perfect continuous — e fornisce indicazioni dettagliate per usarli efficacemente in tesi e dissertazioni. Gli esempi presentano le forme verbali in maiuscolo esclusivamente per maggiore chiarezza; questo stile non deve essere utilizzato nella scrittura accademica.

1. Il simple past: il fondamento della narrazione accademica

Il passato semplice è il più utilizzato tra tutti i tempi del passato. Descrive azioni o eventi avvenuti nel passato e ormai completamente conclusi. Nella stesura della tesi è particolarmente comune nelle revisioni della letteratura (“Smith ha rilevato”), nelle sezioni metodologiche (“I dati sono stati raccolti”) e nei risultati (“I partecipanti hanno riferito difficoltà”).

Esempi del passato semplice includono:

  • Ero IMPEGNATO.
  • Hai CANTATO bene.
  • Correva QUOTIDIANAMENTE.
  • Hanno DORMITO questo pomeriggio.

Per dare enfasi, in inglese a volte si usa il passato semplice del verbo ausiliare to do:

Hai CANTATO nel coro.

Anche il verbo did compare nelle costruzioni negative:

Non abbiamo DORMITO nel pomeriggio.

E nelle domande:

HA CANTATO nel coro?

Il verbo to be forma negativi e domande in modo leggermente diverso:

  • Non ERI malato.
  • ERI malato?

Nella scrittura accademica, usa il passato semplice per riferirti ad azioni di ricerca completate o a risultati storici. Ad esempio:

  • “Le trascrizioni delle interviste sono state codificate usando NVivo.”
  • “Jones (2018) ha dimostrato che…”
  • “Lo strumento misurava il tempo di reazione.”

2. Il passato progressivo: descrivere azioni in corso nel passato

Il passato progressivo descrive azioni o stati in corso in un momento specifico del passato. Si forma usando il passato semplice di to be seguito dal participio presente del verbo principale:

  • Stava ANDANDO bene.
  • Stavi FACENDO ACQUISTI quando me ne sono andato.
  • Stavano LEGGENDO in biblioteca.

Forma negativa:

Non stavamo LEGGENDO affatto.

Forma interrogativa:

STAVA SCRIVENDO quando sei arrivato?

Nella stesura della tesi, il passato progressivo è particolarmente utile per delineare la scena, descrivere azioni che si svolgono simultaneamente o spiegare dettagli di contesto che supportano la narrazione dei metodi o dei risultati.

Il passato progressivo viene comunemente usato insieme al passato semplice per mostrare che un’azione ne interrompe un’altra:

  • Stavi FACENDO ACQUISTI quando me ne sono andato.
  • Stavano LEGGENDO quando fu fatto l’annuncio.

In contesti accademici:

  • «I partecipanti stavano rispondendo al questionario quando è suonato l'allarme antincendio.»
  • «I sensori stavano registrando dati quando l'apparecchiatura si è guastata

3. Il trapassato prossimo: mostrare azioni anteriori nel passato

Il trapassato prossimo esprime un'azione avvenuta prima di un'altra azione nel passato. Si forma usando l'imperfetto dell'ausiliare avere o essere più il participio passato del verbo principale:

  • Quel pomeriggio AVEVANO SGOMBERATO l'edificio.
  • Aveva CORSO nel parco prima del festival.
  • Eri STATO male.

Forma negativa:

Quel pomeriggio NON AVEVAMO SCRITTO il documento.

Forma interrogativa:

AVEVA CANTATO davanti a un pubblico prima?

Nella scrittura delle tesi, il trapassato prossimo viene spesso utilizzato per chiarire la sequenza:

  • «Prima dell'inizio dell'analisi dei dati, le interviste erano state trascritte manualmente.»
  • «Abbiamo incorporato variabili che erano state identificate in precedenti studi pilota.»
  • «I partecipanti che avevano completato il pre-test sono stati invitati a prendere parte alla seconda fase.»

Usa il trapassato prossimo per evitare ambiguità su ciò che è accaduto prima, soprattutto quando descrivi metodologie complesse.

4. Il trapassato prossimo progressivo: descrivere la durata prima di un'altra azione passata

Il trapassato prossimo progressivo è il più complesso dal punto di vista strutturale tra i tempi passati. Utilizza due verbi ausiliari e il participio presente:

  • Quella mattina AVEVANO LETTO.
  • Cantava AVENDO CANTATO nel coro per mesi.
  • Facevamo ACQUISTI ogni giorno.

Forma negativa:

Quella mattina NON STAVO LEGGENDO.

Forma interrogativa:

AVEVI CANTATO a lungo?

Questo tempo descrive un'azione prolungata nel passato che è continuata fino a un altro momento o evento. In una tesi o dissertazione, è utile per indicare la durata:

  • «Il team aveva raccolto campioni per tre anni prima dell'inizio dell'analisi.»
  • «I partecipanti avevano utilizzato l'app quotidianamente prima dell'inizio del periodo di test.»
  • «I dispositivi avevano registrato continuamente dati ambientali prima del guasto del sistema.»

Usa questo tempo verbale quando l'intervallo di tempo è importante per la tua narrazione o argomentazione.

5. Scegliere il tempo passato corretto nella scrittura accademica

La scrittura accademica richiede chiarezza. I commissari devono poter seguire la successione, la durata e il completamento delle azioni di ricerca. Un uso confuso dei tempi verbali può far apparire poco chiara o scarsamente strutturata anche una ricerca solida.

Linee guida generali per le tesi:

5.1 Usa il passato remoto per descrivere azioni concluse

  • Metodi completati: “I dati sono stati analizzati… ”
  • Risultati conclusi: “I partecipanti hanno riferito difficoltà… ”
  • Studi precedenti: “Smith (2019) ha rilevato che… ”

5.2 Usa l’imperfetto per azioni di sfondo o interrotte

  • “Il ricercatore stava osservando il gruppo quando si è verificato l’incidente.”

5.3 Usa il trapassato prossimo per mostrare la successione

  • “I partecipanti avevano completato la formazione prima dell’inizio della prova.”

5.4 Usa il trapassato prossimo continuo per enfatizzare la durata

  • “L’apparecchiatura era in funzione da 48 ore prima del malfunzionamento.”

6. Errori comuni commessi dagli autori di tesi

Gli errori nell’uso dei tempi passati derivano spesso dall’incertezza riguardo alla successione o alla durata, oppure dalla traduzione diretta da un’altra lingua. Tra gli errori tipici vi sono:

  • Usare il passato remoto quando è richiesto il trapassato prossimo.
  • Cambiare inutilmente tempo verbale all’interno dello stesso paragrafo.
  • Uso eccessivo del trapassato prossimo continuo.
  • Usare l’imperfetto per descrivere eventi brevi e conclusi.
  • Usare il trapassato prossimo quando non esiste alcuna azione “precedente”.

Una revisione attenta aiuta a prevenire questi errori e garantisce la coerenza interna.

Conclusione: padroneggiare i tempi passati per una scrittura accademica chiara

Comprendere i quattro principali tempi passati dell’inglese e imparare a usarli correttamente rafforza ogni parte di una tesi o di una dissertazione. Questi tempi ti permettono di descrivere con precisione la metodologia, presentare chiaramente i risultati, riferire accuratamente gli studi precedenti e guidare i commissari attraverso la logica temporale della tua ricerca. La capacità di esprimere con precisione successione, compimento e durata è un segno di maturità accademica e accresce la credibilità del tuo lavoro.

Padroneggiando queste forme e rileggendo con attenzione per garantire la coerenza dei tempi verbali, puoi produrre una prosa accademica curata, accurata e facile da seguire, aiutando le tue idee a distinguersi e dando alla tua ricerca la qualità espositiva che merita.



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