Sintesi
Usare correttamente i tempi passati dell’inglese è essenziale per comunicare con chiarezza i risultati della ricerca nelle tesi e nelle dissertazioni. Poiché la scrittura post-laurea descrive spesso azioni completate, ricerche precedenti, dati raccolti e fasi precedenti di uno studio, gli autori devono comprendere il funzionamento dei tempi simple past, past continuous, past perfect e past perfect continuous. Questa sintesi illustra lo scopo di ciascun tempo, spiega come formarli correttamente e descrive il loro uso appropriato nei contesti accademici. Padroneggiare questi tempi passati aiuta i ricercatori a esprimere con precisione e sicurezza cronologia, successione, durata ed enfasi.
L’articolo completo fornisce indicazioni approfondite sulla formazione e sull’uso dei quattro principali tempi passati dell’inglese. Include esempi chiari, confronti, errori comuni commessi dagli autori di tesi e consigli per scegliere il tempo corretto quando si descrive la metodologia, si presentano i risultati o si fa riferimento alla letteratura precedente. Sviluppando una solida padronanza delle forme verbali inglesi, gli studenti post-laurea possono produrre una prosa accademica più chiara, accurata e professionale.
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Uso dei tempi passati dei verbi inglesi nelle tesi e nelle dissertazioni
Gli studenti post-laurea che scrivono in inglese devono padroneggiare un’ampia varietà di competenze linguistiche e strutturali, ma una difficoltà ricorre in tutte le discipline: scegliere e formare correttamente i tempi verbali. Le tesi e le dissertazioni si basano ampiamente sulle forme al passato perché gran parte della ricerca descritta si è già svolta: gli esperimenti sono stati completati, i dati sono stati raccolti, i partecipanti sono stati intervistati e la letteratura precedente è stata esaminata. L’uso scorretto dei tempi passati può rendere oscuro il significato, compromettere la cronologia e confondere gli esaminatori su quando siano avvenuti i fatti. Una padronanza chiara di queste forme è quindi fondamentale per una scrittura accademica di alta qualità.
Questo articolo spiega i quattro principali tempi passati dell’inglese — simple past, past continuous, past perfect e past perfect continuous — e fornisce indicazioni dettagliate per usarli efficacemente in tesi e dissertazioni. Gli esempi presentano le forme verbali in maiuscolo esclusivamente per maggiore chiarezza; questo stile non deve essere utilizzato nella scrittura accademica.
1. Il simple past: il fondamento della narrazione accademica
Il passato semplice è il più utilizzato tra tutti i tempi del passato. Descrive azioni o eventi avvenuti nel passato e ormai completamente conclusi. Nella stesura della tesi è particolarmente comune nelle revisioni della letteratura (“Smith ha rilevato”), nelle sezioni metodologiche (“I dati sono stati raccolti”) e nei risultati (“I partecipanti hanno riferito difficoltà”).
Esempi del passato semplice includono:
- Ero IMPEGNATO.
- Hai CANTATO bene.
- Correva QUOTIDIANAMENTE.
- Hanno DORMITO questo pomeriggio.
Per dare enfasi, in inglese a volte si usa il passato semplice del verbo ausiliare to do:
Hai CANTATO nel coro.
Anche il verbo did compare nelle costruzioni negative:
Non abbiamo DORMITO nel pomeriggio.
E nelle domande:
HA CANTATO nel coro?
Il verbo to be forma negativi e domande in modo leggermente diverso:
- Non ERI malato.
- ERI malato?
Nella scrittura accademica, usa il passato semplice per riferirti ad azioni di ricerca completate o a risultati storici. Ad esempio:
- “Le trascrizioni delle interviste sono state codificate usando NVivo.”
- “Jones (2018) ha dimostrato che…”
- “Lo strumento misurava il tempo di reazione.”
2. Il passato progressivo: descrivere azioni in corso nel passato
Il passato progressivo descrive azioni o stati in corso in un momento specifico del passato. Si forma usando il passato semplice di to be seguito dal participio presente del verbo principale:
- Stava ANDANDO bene.
- Stavi FACENDO ACQUISTI quando me ne sono andato.
- Stavano LEGGENDO in biblioteca.
Forma negativa:
Non stavamo LEGGENDO affatto.
Forma interrogativa:
STAVA SCRIVENDO quando sei arrivato?
Nella stesura della tesi, il passato progressivo è particolarmente utile per delineare la scena, descrivere azioni che si svolgono simultaneamente o spiegare dettagli di contesto che supportano la narrazione dei metodi o dei risultati.
Il passato progressivo viene comunemente usato insieme al passato semplice per mostrare che un’azione ne interrompe un’altra:
- Stavi FACENDO ACQUISTI quando me ne sono andato.
- Stavano LEGGENDO quando fu fatto l’annuncio.
In contesti accademici:
- «I partecipanti stavano rispondendo al questionario quando è suonato l'allarme antincendio.»
- «I sensori stavano registrando dati quando l'apparecchiatura si è guastata.»
3. Il trapassato prossimo: mostrare azioni anteriori nel passato
Il trapassato prossimo esprime un'azione avvenuta prima di un'altra azione nel passato. Si forma usando l'imperfetto dell'ausiliare avere o essere più il participio passato del verbo principale:
- Quel pomeriggio AVEVANO SGOMBERATO l'edificio.
- Aveva CORSO nel parco prima del festival.
- Eri STATO male.
Forma negativa:
Quel pomeriggio NON AVEVAMO SCRITTO il documento.
Forma interrogativa:
AVEVA CANTATO davanti a un pubblico prima?
Nella scrittura delle tesi, il trapassato prossimo viene spesso utilizzato per chiarire la sequenza:
- «Prima dell'inizio dell'analisi dei dati, le interviste erano state trascritte manualmente.»
- «Abbiamo incorporato variabili che erano state identificate in precedenti studi pilota.»
- «I partecipanti che avevano completato il pre-test sono stati invitati a prendere parte alla seconda fase.»
Usa il trapassato prossimo per evitare ambiguità su ciò che è accaduto prima, soprattutto quando descrivi metodologie complesse.
4. Il trapassato prossimo progressivo: descrivere la durata prima di un'altra azione passata
Il trapassato prossimo progressivo è il più complesso dal punto di vista strutturale tra i tempi passati. Utilizza due verbi ausiliari e il participio presente:
- Quella mattina AVEVANO LETTO.
- Cantava AVENDO CANTATO nel coro per mesi.
- Facevamo ACQUISTI ogni giorno.
Forma negativa:
Quella mattina NON STAVO LEGGENDO.
Forma interrogativa:
AVEVI CANTATO a lungo?
Questo tempo descrive un'azione prolungata nel passato che è continuata fino a un altro momento o evento. In una tesi o dissertazione, è utile per indicare la durata:
- «Il team aveva raccolto campioni per tre anni prima dell'inizio dell'analisi.»
- «I partecipanti avevano utilizzato l'app quotidianamente prima dell'inizio del periodo di test.»
- «I dispositivi avevano registrato continuamente dati ambientali prima del guasto del sistema.»
Usa questo tempo verbale quando l'intervallo di tempo è importante per la tua narrazione o argomentazione.
5. Scegliere il tempo passato corretto nella scrittura accademica
La scrittura accademica richiede chiarezza. I commissari devono poter seguire la successione, la durata e il completamento delle azioni di ricerca. Un uso confuso dei tempi verbali può far apparire poco chiara o scarsamente strutturata anche una ricerca solida.
Linee guida generali per le tesi:
5.1 Usa il passato remoto per descrivere azioni concluse
- Metodi completati: “I dati sono stati analizzati… ”
- Risultati conclusi: “I partecipanti hanno riferito difficoltà… ”
- Studi precedenti: “Smith (2019) ha rilevato che… ”
5.2 Usa l’imperfetto per azioni di sfondo o interrotte
- “Il ricercatore stava osservando il gruppo quando si è verificato l’incidente.”
5.3 Usa il trapassato prossimo per mostrare la successione
- “I partecipanti avevano completato la formazione prima dell’inizio della prova.”
5.4 Usa il trapassato prossimo continuo per enfatizzare la durata
- “L’apparecchiatura era in funzione da 48 ore prima del malfunzionamento.”
6. Errori comuni commessi dagli autori di tesi
Gli errori nell’uso dei tempi passati derivano spesso dall’incertezza riguardo alla successione o alla durata, oppure dalla traduzione diretta da un’altra lingua. Tra gli errori tipici vi sono:
- Usare il passato remoto quando è richiesto il trapassato prossimo.
- Cambiare inutilmente tempo verbale all’interno dello stesso paragrafo.
- Uso eccessivo del trapassato prossimo continuo.
- Usare l’imperfetto per descrivere eventi brevi e conclusi.
- Usare il trapassato prossimo quando non esiste alcuna azione “precedente”.
Una revisione attenta aiuta a prevenire questi errori e garantisce la coerenza interna.
Conclusione: padroneggiare i tempi passati per una scrittura accademica chiara
Comprendere i quattro principali tempi passati dell’inglese e imparare a usarli correttamente rafforza ogni parte di una tesi o di una dissertazione. Questi tempi ti permettono di descrivere con precisione la metodologia, presentare chiaramente i risultati, riferire accuratamente gli studi precedenti e guidare i commissari attraverso la logica temporale della tua ricerca. La capacità di esprimere con precisione successione, compimento e durata è un segno di maturità accademica e accresce la credibilità del tuo lavoro.
Padroneggiando queste forme e rileggendo con attenzione per garantire la coerenza dei tempi verbali, puoi produrre una prosa accademica curata, accurata e facile da seguire, aiutando le tue idee a distinguersi e dando alla tua ricerca la qualità espositiva che merita.