Riepilogo
I verbi all’infinito in inglese sono insoliti perché sono composti da due parole – to + verbo (per esempio, to write, to analyse, to understand). Nell’inglese accademico e scientifico formale, tradizionalmente queste due parti restano unite. L’inserimento di una parola, di solito un avverbio, tra to e il verbo crea un «infinito diviso» (per esempio, to carefully analyse). Sebbene gli infiniti divisi siano comuni nella lingua quotidiana, molti esaminatori, revisori ed editor di riviste li considerano ancora stilisticamente deboli o persino grammaticalmente scorretti, soprattutto in documenti importanti come tesi, dissertazioni e articoli scientifici.
Questo articolo spiega che cosa sono gli infiniti, perché gli infiniti divisi sono diventati controversi e come riconoscerli e correggerli nella propria scrittura. Illustra quando un infinito diviso può essere accettabile, quando è preferibile evitarlo e come preservare sia la correttezza grammaticale sia un ordine delle parole naturale senza distorcere il significato. Esempi pratici, strategie di revisione e una breve checklist aiutano a modificare le bozze affinché gli eventuali infiniti divisi rimasti risultino deliberati anziché frutto di disattenzione.
Comprendendo la struttura e la funzione degli infiniti inglesi, potete migliorare la precisione e il tono della vostra prosa accademica e presentare il vostro lavoro in modo da soddisfare anche i lettori più conservatori dell’inglese accademico.
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L’uso corretto dei verbi all’infinito nell’inglese accademico e scientifico
1. Perché gli infiniti sono importanti nella scrittura accademica
Nell’inglese accademico e scientifico, scelte grammaticali e di ordine delle parole apparentemente minime possono influenzare il modo in cui viene percepito ciò che scrivete. Esaminatori e revisori di riviste prestano grande attenzione alla chiarezza, alla precisione e alla padronanza dello stile formale. Un elemento che spesso suscita osservazioni è il verbo all’infinito e, in particolare, la scelta di dividerlo o mantenerlo integro.
Gli infiniti sono ovunque nei testi accademici:
- to test un’ipotesi
- to determine se il metodo funziona
- to increase l’affidabilità dei risultati
- to understand come si comporta il sistema
Poiché compaiono così frequentemente negli scopi, negli obiettivi e nelle spiegazioni del metodo, qualsiasi loro uso poco naturale diventa rapidamente evidente. Un solo infinito diviso in un’e-mail informale raramente è importante, ma infiniti divisi ripetutamente in una tesi, una dissertazione o un articolo scientifico possono suggerire disattenzione ai dettagli o una conoscenza limitata delle convenzioni dello stile formale.
2. Che cos’è un infinito inglese
A differenza di molte lingue, in cui l’infinito è una sola parola (per esempio, il latino venire, «venire»), l’inglese forma tipicamente l’infinito con due parole:
- to come
- to see
- to conquer
- to analyse
- to investigate
La particella to e la forma base del verbo svolgono insieme la funzione di un’unica unità grammaticale. In termini formali, to non agisce semplicemente come una preposizione indipendente; segnala la forma infinita del verbo. Di conseguenza, molti stilisti e grammatici preferiscono mantenere to e il verbo vicini nella lingua scritta inglese, soprattutto nella prosa accurata.
3. Che cos’è un infinito sdoppiato
Un infinito sdoppiato si verifica quando un’altra parola, di solito un avverbio o una locuzione avverbiale, compare tra to e il verbo:
- to carefully analyse i dati
- to successfully complete il progetto
- to fully understand il meccanismo
In ciascun caso, l’infinito è to analyse, to complete, to understand; l’avverbio è stato collocato all’interno dell’infinito, separandone le due parti. Nell’inglese moderno, queste costruzioni suonano naturali nella conversazione e nella scrittura informale, motivo per cui compaiono così spesso.
Tuttavia, alcuni lettori continuano a considerarli inappropriati nei contesti formali. Per tali lettori, l’infinito è un’unità unica che dovrebbe rimanere intatta, e lo sdoppiamento è considerato un segno di stile trascurato o «non standard».
4. Atteggiamenti storici verso gli infiniti sdoppiati
La regola contro gli infiniti sdoppiati è emersa nel XIX secolo, quando i grammatici cercavano spesso di modellare l’inglese sulle strutture latine. Poiché l’infinito latino è una sola parola, alcuni commentatori conclusero che anche gli infiniti inglesi dovessero rimanere «non sdoppiati». Questo ragionamento non è linguisticamente necessario, ma ha influenzato i consigli di stile per ben oltre un secolo.
Oggi le guide all’uso sono più divise. Molti manuali moderni riconoscono che un infinito sdoppiato non è un errore grammaticale in senso stretto, soprattutto quando spostare l’avverbio renderebbe la frase ambigua o innaturale. Tuttavia, diverse guide di stile conservatrici — e molti esaminatori — considerano ancora l’uso frequente degli infiniti sdoppiati stilisticamente debole nella scrittura formale.
Per studenti e ricercatori, l’approccio più prudente è pragmatico: comprendere che alcuni lettori li considerano sgradevoli, limitarne l’uso nei lavori accademici seri e mantenerne uno solo quando ogni alternativa è chiaramente peggiore.
5. Problemi che gli infiniti sdoppiati possono causare
Gli infiniti sdoppiati possono creare diversi problemi nella prosa accademica:
5.1 Percezione dell’informalità
Poiché gli infiniti sdoppiati sono molto comuni nel parlato e nella scrittura informale, possono conferire a un testo formale un tono colloquiale. Una frase come «L’obiettivo di questo studio è testare rigorosamente le seguenti ipotesi» può apparire meno curata rispetto a «L’obiettivo di questo studio è testare le seguenti ipotesi con rigore».
5.2 Potenziale ambiguità
A volte la posizione dell’avverbio influisce sul significato della frase. Si consideri la differenza tra:
- raddoppiare quasi la dimensione del campione
- raddoppiare quasi la dimensione del campione
La prima frase di solito significa che l’aumento è rimasto leggermente al di sotto del raddoppio completo; la seconda è goffa e poco chiara. In questi casi, un infinito separato può in realtà trasmettere il significato con maggiore precisione, motivo per cui molte guide di stile moderne ora accettano questa costruzione.
5.3 Ritmo e leggibilità
In altri casi, un infinito separato interrompe il ritmo della frase o pone troppa enfasi su un avverbio secondario. Allontanare l’avverbio dall’infinito può rendere la frase più scorrevole e aiutare le informazioni importanti a emergere in una posizione più logica.
6. Come riconoscere e rivedere gli infiniti separati
Il modo più semplice per gestire gli infiniti separati nella propria scrittura è includerli nella propria routine di revisione e correzione delle bozze. Quando si rilegge una bozza, si cerchi lo schema:
- to + avverbio / locuzione avverbiale + verbo
Esempi:
- suggerire fortemente
- indagare approfonditamente
- dimostrare chiaramente
Una volta individuata una frase di questo tipo, si può adottare una delle seguenti strategie di revisione.
6.1 Spostare l’avverbio dopo il verbo
Spesso, la soluzione più semplice consiste nello spostare l’avverbio in una posizione dopo l’infinito:
- Originale: Lo studio mira a valutare sistematicamente l’intervento.
- Rivista: Lo studio mira a valutare sistematicamente l’intervento.
Questa modifica mantiene intatto l’infinito e preserva il significato.
6.2 Spostare l’avverbio prima dell’infinito
A volte è meglio collocare l’avverbio prima di to:
- Originale: Il nostro obiettivo è esaminare esaustivamente la letteratura.
- Rivista: Il nostro obiettivo è esaminare la letteratura in modo esaustivo.
Questa soluzione appare più tradizionale e può suonare leggermente formale. È grammaticalmente corretta, ma in alcune frasi può risultare pesante. Usatela con moderazione e solo quando il risultato è naturale nel contesto.
6.3 Riscrivere la frase
Nelle frasi più complesse, spostare un singolo avverbio potrebbe non risolvere il problema in modo elegante. In questi casi, si può riscrivere l’intera proposizione:
- Originale: Il progetto mira a migliorare significativamente l’accesso all’assistenza sanitaria.
- Rivista: Il progetto mira a un miglioramento significativo dell’accesso all’assistenza sanitaria.
In questo caso, una modifica della struttura elimina del tutto l’infinito e produce una frase più concisa.
7. Quando un infinito separato può essere giustificato
Sebbene sia consigliabile ridurre al minimo gli infiniti separati nella scrittura accademica e scientifica, vi sono casi in cui mantenerne uno può essere la scelta migliore:
- quando spostare l’avverbio crea ambiguità;
- quando ogni alternativa suona goffa o modifica l’enfasi in modo poco efficace;
- quando una determinata espressione si è consolidata ed è ampiamente accettata (ad esempio, in un’espressione fissa o in una citazione).
In queste situazioni, puoi decidere di mantenere deliberatamente l’infinito scisso. Se lo fai, assicurati che il resto della tua scrittura dimostri una solida padronanza dello stile formale, affinché i lettori interpretino la scelta come intenzionale e non negligente.
8. Linee guida pratiche per gli autori accademici
Quando prepari una tesi, una dissertazione, un articolo accademico o una relazione di ricerca, le seguenti linee guida possono aiutarti a gestire efficacemente gli infiniti:
-
Impara a riconoscere gli infiniti e gli infiniti scissi.
Durante la revisione finale, evidenzia ogni occorrenza di to + verbo. Verifica se ci sono avverbi tra i due elementi e decidi caso per caso se possono essere spostati. -
Preferisci gli infiniti non scissi nelle sezioni formali.
Negli obiettivi, nelle ipotesi, nei metodi e nelle conclusioni, mantieni uno stile più conservatore. Queste sezioni sono spesso esaminate con la massima attenzione. -
Rivedi il testo quando una modifica semplice ne migliora lo stile.
Se puoi spostare l’avverbio dopo il verbo senza compromettere la frase, fallo. Questa modifica di solito migliora il flusso ed elimina possibili obiezioni. -
Riformula le frasi goffe.
Se spostare l’avverbio produce un ritmo insolito, valuta di riscrivere la frase invece di tollerare una costruzione goffa. -
Usa gli infiniti scissi solo quando sono chiaramente giustificati.
Se decidi di mantenerne uno, assicurati che serva alla chiarezza o all’enfasi e che le altre opzioni risultino effettivamente meno efficaci.
9. Conclusione
Nell’inglese contemporaneo, gli infiniti scissi non sono più condannati universalmente, ma restano un tema delicato nella scrittura accademica e scientifica. Comprendere la struttura dell’infinito inglese e la storia del dibattito ti permette di fare scelte consapevoli, anziché affidarti a supposizioni o abitudini.
In quanto ricercatore o studente, non è necessario eliminare ogni infinito scisso che compare nella prima stesura. Considerali invece elementi da rivedere con attenzione. Quando una revisione migliora la chiarezza e il tono formale a un costo minimo, adottala. Quando un infinito scisso aiuta chiaramente a trasmettere il significato e non esiste un’alternativa elegante, mantienilo consapevolmente, anziché lasciarlo per errore.
L’obiettivo ultimo non è obbedire meccanicamente a una regola, ma scrivere una prosa precisa, leggibile e adatta al proprio pubblico. Una solida comprensione del funzionamento degli infiniti e di come usarli con sicurezza ti avvicina di un passo a questo obiettivo in ogni capitolo di tesi e articolo accademico che scrivi.